Torino Sistema Solare Rotating Header Image

Il giorno in cui AltaVoz si è fermato

Quello che segue è un documento che considero importante perché parla di libertà e per una volta non a sproposito.

È una testimonianza stimolante per chi è stanco di ingoiare stereotipi ritenendo legittimo provare disgusto di fronte al manifesto programmatico della devastazione personale e collettiva condita in salsa alternativa. O per chi ritiene plausibile pensare a voce alta che ritrovarsi attaccati a un tavolo fino alle sei del mattino a pippare cocaina, più che l’emblema della trasgressione on the move e senza confini, incarni la mediocre conformità dei nostri tempi. Come per chi si sente prudere le mani di fronte ad un adulto organizzatore di serate per ragazzini impizzati, gonfio e compiaciuto del pienone nel locale; così come per quanti ritengono normale sentirsi rimordere qualche cosa, da qualche parte, sapendo quanti minorenni, a Torino, siano alle prese con il crack o stiano diventando consumatori di eroina, nella città che ci vantiamo di avere trasformato.  Sensazioni di “mancata appartenenza” insomma, per queste e mille altre cose che vengono spacciate per normalità dai vari “oooh tipo ma ddaaai che storie tti faai sei mica proiiibizzzionista??”.

Spiego meglio: a Marghera esiste il Rivolta, uno dei più importanti e storici centri sociali italiani. I ragazzi del Rivolta, insieme ai padovani di radio Sherwood, sono particolarmente attivi e attenti ai mutamenti, dunque tra le mille iniziative di aggregazione hanno deciso di aprire le porte alla scena elettronica giovanile. Per intenderci, non solo i “giovani col piercing e il cane abusivo” a 180 bpm, ma house e techno proveniente dai migliori club del padovano, messi recentemente in ginocchio dalle leggi sugli orari di somministrazione delle bevande alcoliche. Il Rivolta ha accettato di ospitare nei propri (capienti) spazi autogestiti organizzazioni e realtà del mondo dance, creando Altavoz: appuntamento di grandissimo successo in grado di attrarre migliaia di ragazzi diventando un punto di riferimento per la scena notturna di buona parte del Veneto.

Ma quando la situazione ha presentato il conto di tutte le contraddizioni e le criticità delle abitudini giovanili di questi desolanti anni zero, Altavoz e il Rivolta hanno deciso di non sottrarsi alla riflessione e al confronto. E contrariamente alla politica del fare finta di nulla portata avanti per anni da troppi locali e megadiscoteche, timorose di fermare il business, loro hanno fermato la serata (e gli incassi), coinvolgendo tutte le strutture che si occupano nel sociale di determinate problematiche, organizzando una grande e quanto mai necessaria, occasione di confronto . Ora, leggete quanto segue. Il testo originale lo trovate qui.

altavoz

In 2 anni di attività, AltaVoz è riuscita a diventare un evento di musica e cultura elettronica tra i più importanti in Italia. Una volta al mese, nelle sale del Rivolta, AltaVoz propone dj’s di fama internazionale, artisti emergenti della scena regionale ed italiana, live sperimentali, artisti visivi, workshop e laboratori. Tutto questo è possibile grazie all’impegno che AltaVoz ed il Rivolta hanno messo sin dall’inizio per realizzare un evento che è un’importante produzione indipendente ed un’occasione di divertimento e socialità per molti. Soprattutto, AltaVoz è un evento unico nel suo genere perchè dentro gli spazi del Rivolta ognuno può esprimersi in piena libertà. La libertà per noi è tutto.

Eppure abbiamo sotto gli occhi qualcosa che ci colpisce e ci interroga. Questa libertà, che costa tanto lavoro e fatica, a volte viene confusa con l’abbandono. Succede così che molte persone si perdano in un uso di droghe e alcol che ha poco a che fare con lo stare bene insieme e tanto meno con il divertimento; succede che diverse persone non siano in grado di gestire questa loro libertà, stiano male ed abbiano bisogno di assistenza medica.

Le droghe e l’alcol fanno parte da sempre di tutte le società e non vogliamo fare la morale a nessuno, ma quello che abbiamo di fronte è qualcosa di nuovo che ci deve far pensare tutti. Quando questa libertà si trasforma in eccesso inutile e rischioso, quando anche gli amici abbandonano chi sta male, vuol dire che è il momento di fermarsi e riflettere. Questa riflessione tocca tutti noi. Perché tutti noi, che si faccia o meno uso di sostanze, viviamo in questa società che produce il malessere che abbiamo visto sabato sera e che vediamo in molti luoghi ed eventi, che da momenti di socialità si trasformano in occasioni di sfogo, autodistruzione ed abbandono di sé stessi.

Questi fenomeni non riguardano ovviamente soltanto AltaVoz. E neanche solo gli eventi di musica elettronica, ma attraversano tutta la cultura giovanile e tutta la nostra società. Succede ogni settimana in eventi e locali e ogni giorno nelle piazze delle nostre città.  Noi però non vogliamo essere come altri e fare finta che il problema non esista. E’ un problema di tutti noi e siamo quindi tutti chiamati ad interrogarci e a cercare delle risposte. AltaVoz ha a cuore il bene comune e per questo diciamo cose che altri non dicono.

Le droghe (compreso l’alcol, che seppur legale è comunque una droga tra le più pericolose) sono dentro il nostro mondo e non fuori. Per questo abbiamo sempre un’ambulanza ed un medico durante i nostri eventi e per questo da tempo lavoriamo con un progetto che fa informazione sulle droghe e allestisce una sala chill out dove poter avere un sostegno, tutte le informazioni necessarie sulle sostanze, i loro effetti ed i loro pericoli e rilassarsi nei momenti di difficoltà.

Abbiamo fatto e continueremo a fare tutto ciò che è possibile per continuare a garantire a tutti questa libertà per noi così importante, senza criminalizzazioni e senza falsi moralismi. Ma adesso il problema è un altro. Quello che abbiamo visto all’ultimo AltaVoz non ci è piaciuto perché dentro l’uso delle droghe leggiamo inconsapevolezza, abbandono e malessere personale e sociale. Noi invece siamo per la libertà (che è per prima cosa consapevolezza) e per il bene comune. L’indipendenza ci sembra la scelta, anche nel rapporto di ciascuno con le droghe. La persona davvero libera non si abbandona, non si lascia dominare e non vive succube delle sostanze.

Questa riflessione ci porta a dire che il 24 ottobre, data nel quale si sarebbe dovuto tenere il nostro prossimo evento, non sarà il solito AltaVoz. Sarà invece una giornata che dedicheremo a questi temi costruendo una serie di incontri, laboratori e dibattiti per parlare tutti insieme, con la collaborazione di esperti ed operatori, di questi problemi che non sono espressione di libertà, ma al contrario sono la prova della sua mancanza.

Il 24 ottobre noi ci fermeremo a riflettere su questi problemi. E vorremmo che voi vi fermaste insieme a noi.

2 Comments

  1. [...] invito a leggere questo post, introdotto da Max Casacci: una buona occasione di riflessione sulle poltiche e sulle scelte di [...]

  2. fabiogeda scrive:

    Da educatore, un plauso all’iniziativa. Da scrittore, un plauso alla chiarezza. La condivisione dei problemi, delle soluzioni (anche se non definitive) e delle strategie, è il primo passo verso una più generale presa di coscienza, che, a sua volta, prelude a un diverso ruolo giocato dalla notte, da chi la anima, da chi la vive.

Leave a Reply